Descrizione
La Regione Toscana ha trasmesso la locandina informativa allegata relativa alla Peste Suina Africana (PSA), con l’obiettivo di fornire informazioni sulla malattia e sui comportamenti da adottare per prevenirne la diffusione.
La Peste Suina Africana (PSA) è una malattia virale che in Europa colpisce suini domestici e cinghiali. Non è una zoonosi, cioè non è una malattia infettiva che si trasmette all’uomo e non rappresenta quindi un pericolo per la salute umana.
La malattia può tuttavia provocare rilevanti conseguenze economiche per il settore suinicolo, causando mortalità degli animali e restrizioni commerciali per la filiera del suino e dei suoi prodotti.
Come si trasmette
La PSA si trasmette ai suini domestici e ai cinghiali per contatto diretto con animali infetti e indirettamente attraverso rifiuti di cucina contaminati, carni di animali infetti, materiali e attrezzature contaminati. Il virus è caratterizzato da un’elevata resistenza nell’ambiente e può rimanere infettante per lunghi periodi nelle carcasse, nelle carni fresche e congelate e in alcuni prodotti derivati da suini e cinghiali infetti. Nei salumi può rimanere infettante da 3 a 6 mesi.
La malattia può manifestarsi con febbre, perdita di appetito, debolezza, aborti spontanei, emorragie interne con effetti evidenti su orecchie e fianchi e, in alcuni casi, con morte improvvisa.
La situazione in Toscana
In Toscana è attiva una sorveglianza verso la malattia, che prevede anche il controllo dei cinghiali morti per cause diverse dalla caccia. L’obiettivo è rilevare tempestivamente l’infezione e limitarne la diffusione.
La collaborazione dei cittadini è fondamentale: in caso di ritrovamento di carcasse o resti di cinghiali morti sul territorio è necessario segnalare la presenza dell’animale attraverso il numero regionale unico: 0573 306655. Il numero è attivo dalle 8 alle 20 tutti i giorni, compresi i festivi.
In caso di segnalazione è importante fornire informazioni sulla posizione geografica, così da permettere l’intervento dei servizi di recupero e smaltimento.
Come prevenire la diffusione
Non esiste vaccino o cura contro la malattia. L’unica prevenzione realmente efficace consiste nell’adozione di idonei comportamenti che riducano il rischio di diffusione.
È importante non abbandonare cibi o rifiuti contenenti carni derivanti da suini o cinghiali e garantire una corretta gestione dei rifiuti domestici, evitando che la frazione organica possa entrare in contatto con le popolazioni di cinghiali.
In caso di caccia al cinghiale, è necessario trasportare carcassa e organi in contenitori o sacchetti chiusi, eviscerare i cinghiali solo presso le case di caccia, smaltire i visceri secondo le procedure igieniche concordate con le autorità e cambiare indumenti e scarpe al termine della caccia, disinfettando materiali e mezzi utilizzati.
In caso di mortalità tra i suini presso gli allevamenti, l’evento deve essere segnalato tempestivamente alle autorità veterinarie ufficiali per l’adozione delle idonee misure igienico-sanitarie.
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